19 Ottobre 2018

Il pensiero non va in vacanza

«Il superficiale definisce bene ciò che siamo nel profondo». Non è un aforisma di Oscar Wilde, ma una frase di Evio Hermas Ercoli, organizzatore di Popsophia, primo Festival del contemporaneo che, dal 15 luglio al 7 agosto, porterà a Civitanova Marche l’establishment della filosofia per fare il punto sull’uomo del nostro tempo. Fenomeni e, soprattutto, contraddizioni del presente verranno così analizzati da illustri pensatori come Umberto Galimberti, Antonio Gnoli, Giulio Giorello, ma anche da Alessandro Bergonzoni e Federico MocciaEnrico Ghezzi in un corto circuito tra colto e popolare che mescolerà Twilight e le Winx, Bach, D’Annunzio e Lost, perché l’epoca moderna ha bisogno di mescolare tutti i saperi, alti e bassi, per essere compresa nella sua complessità. «Siamo volutamente caduti in contraddizione» spiega ancora Ercoli «per questo il programma prevede eventi antitetici come l’incontro sull’erotismo delle Winx e la relazione di Barbara Alberti che condanna la pornografia infantile; la filosofia di Lost e le riflessioni sui reality di Aldo Busi, sintesi perfetta di serio e faceto».
 
Perché vivere il nostro tempo significa essere sempre in bilico tra opposti, tra essere e apparire, e per questo è indispensabile fare ricorso alla popsophia, cioè al pensiero che indaga sul pop, sul nostro quotidiano e sui vari fenomeni di massa che fanno parte della nostra cultura. Il ricchissimo cartellone del festival — da Umberto Curi a Enrico Ghezzi, da Giacomo Marramao a Margherita Hack, da Massimo Cacciari a Platinette, da Luciano Canfora a Margherita HackDavid Riondino, sarà suddiviso in quattro weekend, ognuno dei quali prenderà in esame altrettanti temi: fiction, fashion, filosofia e futuro. Sempre a proposito di essere, apparire e contraddizioni, all’interno del festival verrà presentata la mostra organizzata da Giordano Bruno Guerri, "D’Annunzio Segreto", che porterà per la prima volta fuori dal Vittoriale oggetti intimi e bizzarri appartenuti al Vate. Da non perdere infine la serata dedicata a Bruno Lauzi, Piccolo Grande Uomo, curata da Piero Cesanelli. E ancora, i salotti urbani, le passeggiate mentali, l’intrattenimento scientifico, il tirar tardi tra musica e letteratura, la storia raccontata dalle canzoni, chiacchiere e astronomia. «Insomma, un dopo mare adatto al turista che non cerca la sagra» conclude Ercoli «ma che pensa e legge».
 
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