23 Maggio 2018

Il bello della musica tra nuovi eroi e icone rock

Avete trovato il libro che fa per voi.La felicità è una fetta di vinile-questo è il titolo- di Jessica Dainese è una raccolta di articoli e interviste che l'autrice ha realizzato per Alias e Il Manifesto, ed è un libro che farà gola a tutti gli appassionati di musica. Perché oggi, soprattutto per colpa o merito della rete, chi abbia voglia di informarsi in campo musicale e non voglia dipendere unicamente dalle majors si trova di fronte ad un'offerta talmente smisurata di musica capace di scoraggiare anche i più entusiasti. Per questo è utile questo libro: perché ci fa muovere tra aneddoti classici come il vegetarianesimo spinto di Chrissie Hynde dei Pretenders ( la carne morta sta bene sottoterra) o la genesi del titolo di Smells like teen spirit dei Nirvana (una banale incomprensione tra Cobain e la sua amica Kathleen Hanna) e le produzioni dei Blonde Redhead o dei Libertines.


E se non è facile muoversi tra recensioni di gruppi più o meno underground senza sembrare snob, bisogna dire che l'autrice ci riesce invece con naturalezza, totalmente aliena dalla spocchia del critico puro e duro. La felicità è una fetta di vinile è un libro che ti fa venire l'acquolina in bocca, che ti stimola la voglia di andare a spulciare nel negozietto di dischi per farti consigliare qualcosa di buono dal commesso nerd; che insomma restituisce alla musica quel sapore di buono di quando un vinile, o anche un cd, erano qualcosa di bello e non un file di bassa qualità da ascoltare distrattamente mentre sbirci le foto degli altri su Facebook.

Molto intrigante la sezione dedicata alla "vecchia" new wave italiana, dai Rats sponsorizzati da un giovane (e non ancora famoso) Red Ronnie ai Pankow, dai Neon agli storici Gaznevada di Mamma dammi la benza!.Ben fatte e interessanti le interviste, dalla mitica Cosey Fanny Tutti dei Throbbing Gristle, passando per Caparezza fino a Juliette Lewis. Insomma, se siete stanchi della musica insipida che vi propinano vostro malgrado, questo è un libro da avere. Perché non è vero che la musica buona non c'è più: è solo che non sappiamo bene dove trovarla, e allora ben venga l'aiuto appassionato di Jessica Dainese. 
 

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