22 Aprile 2019

La Venere di Morgantina torna alla sua dimora

Realizzata tra il 425 e il 400 avanti Cristo da un allievo di Fidia, la statua — raffigurante la dea greca dell’amore, Afrodite - era venuta alla luce nel secolo scorso durante gli scavi archeologici di Morgantina, antica città sicula colonizzata dai greci verso la metà del VI secolo a.C.. Alta 2,20 metri e scolpita in marmo (per il viso e le parti nude) e in tufo calcareo (per il drappeggio), fu trafugata dai tombaroli nel 1979, divisa in tre pezzi e ceduta da un ricettatore ticinese a una società londinese, che a sua volta la rivendette all’asta al Paul Getty Museum di Malibù per 18 milioni di dollari nel 1986. Al termine di una lunga e complessa controversia giudiziaria, nel 2007 il museo californiano ha accolto le richieste del governo italiano acconsentendo a restituire il pezzo più pregiato della sua ricca collezione. L’odissea della Venere si è conclusa nel marzo 2011, quando la statua è finalmente rientrata in Italia ed è stata collocata in uno spazio espositivo a lei dedicato all’interno del Museo archeologico di Aidone (Enna), a pochi chilometri dai siti archeologici di Morgantina e della Villa romana del Casale di Piazza Armerina.
 
Fonte: http://www.artnews.rai.it
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